Irene Gaeta
La vita straordinaria della figlia spirituale di Padre Pio
«Senza la Fede non nasce la Speranza, senza la Speranza non nasce la Carità,
virtù grande che allarga il cuore fino a trasformarlo in un tempio dello Spirito Santo»
ATTENZIONE!! Sono giunte segnalazioni circa la divulgazione di contenuti relativi a Irene Gaeta e alla Cittadella di Padre Pio, diffusi senza il consenso di Irene Gaeta e della Fondazione “I Discepoli di Padre Pio” e non veritieri.
Per informazioni riguardanti Irene Gaeta e la Cittadella di Padre Pio, siete pregati di consultare il presente Sito o il canale FB.

Una grande opera nata dall’unione tra fede e scienza, un centro all’avanguardia per la cura oncologica dei bambini e per l’accoglienza di anziani, ex carcerati e disabili
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Nel 2004 Padre Pio si manifesta a Irene Gaeta, sua figlia spirituale, per realizzare questo disegno divino di curare dal bimbo che nasce all’uomo che muore, in un punto preciso della Calabria: Drapia.
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La Cittadella di Padre Pio è l’incredibile messaggio di speranza che prende vita. Con un piccolo aiuto si può essere testimoni di questo immenso disegno divino.
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La sua realizzazione
Scopri Dona ora«Senza la Fede non nasce la Speranza, senza la Speranza non nasce la Carità,
virtù grande che allarga il cuore fino a trasformarlo in un tempio dello Spirito Santo»
Quella di Irene Gaeta e di Padre Pio è una storia nata, cresciuta e vissuta all’insegna delle tre virtù teologali: Fede, Speranza, Carità. Ma è anche una storia di cieca obbedienza, sostenuta da una incrollabile certezza: credere in tutto ciò che Padre Pio le ha chiesto di realizzare per il bene dei sofferenti e dei più bisognosi. Iniziata nel 1946, la storia è più che mai viva e palpitante e ancora oggi continua a sorprendere perché il Santo di Pietrelcina, che nel tempo ha affidato ad Irene molte missioni, nel 2004 le ha chiesto di realizzare la più importante di tutte, la Cittadella di Padre Pio.

Nata a Lanciano (CH) nel 1937 da una famiglia di profonde radici cristiane, Irene Gaeta ha donato la sua vita ai poveri e ai sofferenti, spinta da una carità incondizionata e dall’amore imperituro per Gesù. Questa devozione al Signore è stato il motore che ha mosso ogni sua azione, lei che è stata scelta per obbedire al grande disegno di Dio e per realizzare questo immenso progetto di vita.
Ha appena 9 anni Irene quando, il 18 giugno 1946, entrando nella sua camera trasformata come una piccola chiesa, vede per la prima volta un sacerdote vestito di bianco e d’oro che, con l’ostensorio in mano, la benedice trasformando l’Ostia in Carne e il Vino in Sangue mentre le dice:
”Stai attenta a questo momento! Io sono Padre Pio da Pietrelcina, un frate che prega e un giorno mi conoscerai. L’Eterno Padre ti ha affidato nelle mie mani sin dal grembo materno. Io ti ho salvata e ti salverò sempre”
Da quel giorno Irene Gaeta avvia un intenso dialogo con Padre Pio, dapprima in bilocazione per 11 anni, e poi in presenza ricevendo da Lui insegnamenti e compiti che di volta in volta ha sempre portato a termine. Irene accetta questa missione di vita e si fa umile tramite della volontà divina, prodigandosi in difesa dei più bisognosi con un’intensa attività di preghiera e attività dirette sul campo.
Parallelamente conduce la sua vita di stilista d’alta moda, moglie e madre con la stessa gioia e la stessa fede incrollabile negli eventi che la attendono.
Questi sono solo i primi passi verso la missione più grande di tutte che Padre Pio le indica nei primi anni del nuovo millennio.
Viene acquistata villa “Casa degli Angeli” per il discernimento vocazionale maschile.
L’Associazione I Discepoli di Padre Pio acquista il terreno a Drapia in Calabria.
Ottiene il decreto da S. Em. Card. Camillo Ruini per costituire l’Associazione privata di fedeli.
Acquista Villa Maria Grazia per offrire accoglienza alle ragazze madri e ai loro bambini.
Costituisce l’Associazione Onlus Casa Accoglienza di Padre Pio per l’uomo solo in Vitinia.
Inaugura la prima statua di Padre Pio in Roma, presso la Parrocchia di Gesù Agonizzante a Vitinia.





